verification

lunedì 21 giugno 2010

Non scrivo da un'eternità

ma non è stato un periodo facile. Tobia è volato sul ponte, mio papà è stato operato e non è stata per niente una passeggiata.
Ma adesso si sta riprendendo, oh se si sta riprendendo. Si sta riprendendo così bene che è tornato a fare il bambino che pesta i piedi. Solo che ai bambini puoi mollare un paio di sani ceffoni, ai genitori no.
L'ultima che è successa è la seguente.
Tramite mio zio siamo riusciti ad ottenere un consulto da un mega dottorone specializzato proprio nella malattia di mio papà. Alla visita sarebbero andati mio papà e mio zio. Tutti d'accordo e tutti felici.
Arriva la telefonata in cui ci si dice che il dottore ha disponibilità o venerdì 18 o venerdì 25. E qui iniza la farsa!
Mio papà di punto in bianco decide che l'unica persona degna di accompagnarlo sia io. Ci sta. Gli chiedo allora di fissare per il 25, giorno in cui sarei stata in ferie. Risposta: "no, o il 18 o io non ci vado" Mancava solo il pappapero pappapado (licenza poetica). Niente panico, respiri profondi, visualizzazione della tisana che mi aspettava a casa. Perchè io il 18 dovevo essere in ufficio, avevo una scadenza importante che doveva essere fatta entro il 19 sera.
Metto in moto il mio neurone e nell'ordine:
a) chiamo la croce bianca, chiedo se possibile di spostare la mia reperibilità del sabato mattina al sabato pomeriggio.
b) chiamo i miei amici con cui ero d'accordo di uscire a cena sabato sera per dire che siccome sono reperibile il pomeriggio salta tutto
c) dico al mio capo che ho bisogno del venerdì pomeriggio, ma che sarei andata in ufficio il sabato mattina.
Tutto a posto no? No, appunto. Perchè mio papà, dopo aver saputo che potevo, voleva adesso farsi accompagnare solo da mia mamma.
Altri bei respiri profondi, pensiero focalizzato sullE tisanE che mi sarei scolata la sera, e sono partita a ritroso, disfando dal punto c) al punto a) scatendano sguardi interrogativi e toni stupiti in tutti quelli che ho dovuto ricontattare.
Si dice che quando diventi anziano torni ad essere bambino..... no, è peggio, credetemi!
Comunque il consulto è stato fatto, e oggi mio papà è andato in ospedale qui a Verona. Dove si scopre che non si trova più la cartella clinica: non mi stupisco nemmeno più. Per fortuna noi ne abbiamo una copia. E poi, ancora più buffo, l'oncologo a noi aveva detto che i controlli sarebbero stati a luglio, in ospedale li hanno segnati ad ottobre. Di bene in meglio :-)
Adesso mio papà punta di nuovo i piedi perchè vuole andare in vacanza.In Croazia. In camper. Per la gioia di mia mamma che non si è mai goduta una vacanza in totale relax in tutta la sua vita. Ma fosse solo quello. Mio papà fino a dieci giorni fa, aveva la pressione massima a 80. Ottanta. Io continuo con la mia tisana supermagica: che farei mai senza di lei? :)

mercoledì 31 marzo 2010

Riflessioni varie

E' tanto che non scrivo. Il periodo non è dei migliori. Mio papà, Tobia, io... quanto è vera la legge di Murphy quando dice che i guai arrivano sempre ad ondate.
Ma non ho voglia di parlare di quello che sta capitando a me e alla mia famiglia, basti sapere che sono 10 giorni che usciamo di casa per andare o in ospedali, o da medici, o da veterinari.

Ma arriviamo alle riflessioni del titolo.
Questa sera mi son decisa a fare un po' di spesa. A parte il fatto che non capisco come mai io mi ritrovi sempre ad indossare scarpe col tacco quando vado al supermercato. Indossassi sempre i tacchi capirei, ma invece no, è una rarità! Dovevo far la spesa ieri, ho rimandato ad oggi, stamattina non ci ho pensato e zac! Stivali con tacco bello alto. Da lasciarci giù il femore tra la corsia della pasta e quella delle merendine.
Arrivo alla cassa. E' martedì, sono le 18.30, ci sono 3 casse aperte, due clienti circa per cassa, nessuno in coda dietro di me, la cassa non stava per chiudere, tutto tranquillo insomma. Tiro fuori il mio sacchettino, mi posiziono strategicamente in fondo alla cassa per mettere via il tutto e.... per fortuna che l'ho fatto!!!! La cassiera teneva un ritmo stile "è-estate-sono-una-cassiera-di-gardaland-sono-assalita-dalle-orde-barbariche". Lanciava le mie cose come nemmeno un lanciatore di baseball farebbe mai! Mi veniva voglia di urlare "strike uno" perchè oggettivamene le lanciava al di sotto della linea del battitore, ma tant'è.... mi son ritrovata a prendere al volo un paio di sughi barilla che già lei aveva passato il mio bancomat e mi diceva, battendo il piedino per terra: "mi digiti il pin per favore". Sono uscita con una sottospecie di attacco d'ansia che nemmeno queste giornatacce riescono a provocarmi!
Ma qualcuno sa spiegarmi cos'è cambiato da 30 anni a questa parte? Cos'è successo nel frattempo? D'accordo, lavoro molto di più rispetto a quanto lavoravano i miei (prendendo pure di meno olè), ma perchè fare tutto tutto tutto di corsa? Chi c'era che correva dietro a quella cassiera? Perchè quest'ansia generalizzata, questa smania di non fermarsi mai nemmeno un momento?
Mah, meglio ascoltare il tg che mi sta illuminando sul fatto che è stata tolta la statua della Arcuri perchè non piaceva alle mogli dei pescatori: queste si che sono notizie che ti riconciliano con la vita!

lunedì 22 marzo 2010

Giornata di ferie

Ebbene si, oggi mi ero presa mezza giornata di ferie. Come sfruttarla al meglio? Girando per medici, mi sembra ovvio!
L'appuntamento principale era quello per mio papà, alle 11.30 a Vicenza. Ma per ottimizzare i tempi ho pensato bene di sfruttare le prime ore della mattina per fare delle normali analisi del sangue, quelle che faccio periodicamente per controlli generali.
Sveglia abbastanza presto e alle ore 7.15 ero all'ospedale di Peschiera (Peschiera, non Verona si noti bene!). I prelievi iniziavano alle 7.30 e 15 minuti prima la simpatica macchinetta sputanumeri mi rifila il numero..... 71!!!!!!
Ma che è? Ma il mondo si fa le analisi tutti i giorni? Perchè io faccio le analisi (quando va bene) una volta all'anno... e trovo sempre l'assalto delle orde barbariche. Il che vuol dire che c'è sempre quel bordello di gente lì! Morale? Sono riuscita a raggiungere l'agognato dottore che mi avrebbe infilzato sto benedetto ago solo alle 9.30.... ero esausta!
Ma come se non bastasse mi siedo e guardo prima l'infermiere: un muso lungo da qui a Roma! Ora, per quello che vedo io in giro, il più delle volte ti capitano pazienti dagli 80 anni in su, quando ti capita qualche donzella giovane io li vedo i miei colleghi soccorritori che sorridono, si prodigano in gentilezze, cercano di mettere di buon umore... Questo qui niente. Manco risposto al mio buongiorno. Mah.
Allora volto lo sguardo sul medico. Non so di preciso quanti anni avesse, ma 80 li dimostrava tutti. Dimostrava pure, a parer mio, un principio di Parkinson. E già lì comincio a voltare la testa dalla parte opposta del braccio pronto al patibolo: non avevo certo voglia di veder la mano del dottore tremare mentre cercava di infilarmi l'ago!
Ma mica è finita qui! Gli chiedo se per caso preferisce che gli dia l'altro braccio, visto che, essendo già cominciata la mia primavera, su quell'altro mi è già iniziato l'eczema allergico, giusto nel punto in cui di solto infilzano l'ago. Ovviamente risposta negativa.
Sono lì che, voltata dall'altra parte attendo il pizzicorio dell'ago e..... niente, niente, e ancora niente.... finchè non lo sento dire: "Eh, ma lei ha proprio delle brutte vene". Per fortuna che ero voltata dall'altra parte perchè non son riuscita a non ridere. Intanto di norma tutti mi han detto che è facilissimo trovare le mie vene grazie alla mia carnagione color cadavere (in passato mi avrebbero definito di sangue blu), ma poi me lo diceva uno con la mano che tremava, ma per favore.... e io lì a pensare se le mie vene avessero bisogno di un lifting o chissà cosa.
Cmq fatto questo di botto in macchina, volo a Verona a recuperare i miei e via per Vicenza. Dove mio papà entra con un'ora di ritardo e esce, pora stella, ale 15.00. Essendo a digiuno dalla sera prima, vuoi non fargli mangiare qualcosa? E quindi scatta la telefonata in ufficio per dire che forse (...) mi sarei presa tutto il giorno.
Tornata a casa alle 16.30, risalgo in macchina alle 17.30 perchè mi aspettava il dentista! E chi se no? Quasi non aveva bisogno di farmi l'anestesia perchè ero così collassata che forse non avrei sentito niente.
A casa (dei miei) per le 19.30 (traffico maledetto dell'ora di punta), cena al volo con i miei e poi op! di nuovo in macchina direzione Peschiera. Messa un po' a posto la casuccia e ora, all'alba delle 22.25 sto finalmente bevendo la mia tisanina rilassante e tra poco mi butterò sotto le coperte.
Non prima però di aver fatto una ricerca su google sulla durata di vita di una mosca: è qui che gira da venerdì sera!!! Tra poco le do un nome e le procuro pure del cibo tutto per lei!

domenica 14 marzo 2010

Giornate un po' così

Tobia sta male. Il mio splendido gattone, compagnia da 14 anni a questa parte, pare stia avvicinandosi al grande passo. E ogni volta che ci penso mi si ingroppa lo stomaco e piango.
Ma di una cosa sono molto contenta: che anche gli amici che non hanno animali, sono stati molto empatici con me quando mi hannno sentita al telefono singhiozzare per il mio Tobia. Nonostante Tobia non sia mai stato un gatto che ha cercato di ingraziarsi i miei amici tutt'altro :-D
Una volta ha tenuto in ostaggio una mia amica in bagno per un'ora. Perchè si ha un bel dire che "un gatto è un gatto, che male vuoi che ti faccia", ma garantisco che un gatto spaventato che vuole difendersi ricorda molto ma molto da vicino una tigre. E Tobia è sempre stato una tigre :-)
Ed è una tigre anche adesso, anche se solo quando gli dobbiamo dare le medicine (mia mamma mi dice che si è comprata un nuovo set di guanti da forno :-D). Speriamo riesca a prenderle e riprenda a mangiare.

Ma cambio discorso al volo perchè altrimenti mi metto a piangere, e quindi sorridiamo un po' raccontando il mio weekend. In particolare il sabato mattina.
Non avendo il telefono fisso, in casa tengo sempre il cellulare con la suoneria.
Sabato mattina, ore 8.30, suona il cellulare: leggo il display e vedo che è mia mamma. Un po' spaventata prendo la chiamata pensando subito al peggio per Tobia. E invece mia mamma, serafica, mi fa: "sei già sveglia?" Anche se stavo dormendo (e stavo dormendo) ovvio che mi svegli. Mia mamma mi informa che ha parlato col tipo delle tende (che a lei non piacciono, a me si, ma la mamma vuole sempre avere l'ultima parola) che sarebbe venuto a casa mia alle 9. Di sabato. Di un sabato in cui alle 8.29 io ero ancora nel mondo dei sogni, con le pulizie da fare ecc. ecc.
Ora, io capisco che le tende sono un regalo di mia mamma, ma porca pupazza.... far venire il tipo che ne so? alle 11 era chiedere troppo?
Mi son ritrovata in due minuti netti giù dal letto, ad aprire la doccia finchè mi lavavo i denti (con ancora gli occhi chiusi), a passare un minimo di aspirapolvere e a buttare alla rinfusa un po' di roba in camera perchè tanto erano le tende della sala quelle da cambiare.... E io che volevo fare le cose con calma il sabato mattina perchè il pomeriggio ero di turno e la sera fuori a cena! Morale? alle 22 ero a tavola che sbadigliavo ignominiosamente.
La mamma è sempre la mamma 2nd edition :-)

mercoledì 10 marzo 2010

Qualche considerazione sul tempo

D'accordo,sono una mosca bianca. A me piace il freddo, punto.
D'inverno sto fisicamente bene, sono più attiva, il freddo pungente in viso mi mette sempre di ottimo umore. Se esco di casa e sento l'aria frizzante mi spunta in automatico un sorriso sul viso.
Per la maggior parte del mondo così non è e va bene, per carità.
Quello che non capisco è come la maggior parte del mondo travisi la realtà e stia parlando di questo inverno come un inverno interminabile.
E' successo oggi: ciacolavo via mail con una mia amica e lei mi fa presente che quest'anno non avrò certo di che lamentarmi per il caldo visto che quest'anno c'è stato un autunno e un inverno lunghissimi.
Bene, prove alla mano, sfato questo mito.
Mail del 25 maggio (sempre con la stessa amica): segnalavo che era una settimana che il termometro oscillava tra i 37 e i 39 gradi (nb, i 39 gradi visti in città alle ore 18.20...).
Mail del 19 ottobre: l'estate non accenna a togliersi dalle palle, c'erano 28 gradi.
Mail del 29 ottobre: la mia amica non aveva ancora alcuna intenzione di mettere via i sandali (temperatura non segnalata, ma voi vi mettereste i sandali con 10 gradi???)
Mail del 20 novembre (NOVEMBRE): ore 13 segnalati 23 gradi.

Se per temperature miti e calde intendiamo quelle dai 20 gradi in su, allora non raccontiamoci palle: facciamo finta che aprile sia stato freddo (anche se ne dubito), quindi di mesi per gli amanti delle temperature calde sono stati ben 7 (da maggio a novembre) contro, al momento, 3 mesi e 10 giorni (da dicembre al 10 marzo).
Ricordo inoltre che il 10 marzo fa ancora parte dell'inverno! Perchè stupirsi se nevica??? E' decisamente più sconvolgente che a maggio ci siano 39 gradi o che a fine ottobre ce ne siano 28.

Pertanto comincerò anch'io a lamentarmi appena le temperature saliranno sopra i 20 gradi!

lunedì 8 marzo 2010

"Non me ne son reso conto" variante "non avevo capito"

E' una frase che mi son sentita ripetere almeno 3 volte al giorno nell'ultimo mese e mezzo.
Ma procediamo con ordine.
Mi ero ripromessa di non parlare di lavoro in questo blog, o quantomeno di nulla che potesse individuare il posto dove lavoro. Ma oggi ho deciso che vengo meno a questa regola.
Ai primi di febbraio è arrivato in ufficio un nuovo collega. Dopo un mese e mezzo di lavoro a stretto contatto posso tranquillamente dire che se fosse una donna avrebbe tutti gli uomini ai suoi piedi. Perchè gioca a fare lo stupido, quando in realtà è furbo, molto furbo! Forse dovrei imparare qualche tattica da lui.
L'unico modo per descriverlo è raccontare quello che combina al lavoro.
Fin dal primo giorno è stato messo sotto con quello che dovrebbe fare in autonomia da martedì prossimo. Se si fosse arenato sulle cose un pochino più complicate sarebbe stato comprensibile. Invece la prima cosa su cui doveva porre attenzione era (giuro che semplifico!) che il totale della colonna A fosse uguale al totale della colonna B. Glielo dici una volta, glielo dici due volte, glielo dici 3 volte..... glielo dici 120 (centoventi!!!!!!) volte al giorno (il 120 non è un'esagerazione, è il numero dei dipendenti che abbiamo) dal 2 febbraio all'8 marzo e.... "oddio, scusa, non me ne son reso conto". Ci manca solo che faccia flap flap con gli occhi, che si travesta da velina et voilà: Flavia Vento sarebbe tra di noi.
Altro esempio? L'altro giorno gli chiedo di stampare un foglio intestato al sig. X, e di portarlo alla sig.ra Y dell'ufficio Z visto che X è suo marito.
Lui stampa il foglio, poi prende una busta e dice: "eh, questo non lavora mai, glielo devo spdire a casa".
Io: "ti ho appena detto di darlo alla sig.ra Y dell'ufficio Z che è la moglie di X"
Lui, mi guarda per 10 secondi netti con sguardo da triglia, prende il foglio, lo mette dentro la busta, chiude la busta e inizia a scrivere un indirizzo.
Io: "Perchè stai scrivendo l'indirizzo sulla busta?"
Lui: "Eh, ma come faccio a darlo a X? Essendo un contratto particolare al momento non viene mai a lavorare"
Io (guardandomi in giro alla ricerca di qualcosa per colpirlo forte in fronte): "E' la TERZA volta che te lo ripeto: X è il marito di Y dell'ufficio Z, IL FOGLIO LO DAI A LEI"
Lui: "Ah, scusa, non avevo capito"
Prima pensavo fosse stupido di suo, ma oggi ho avuto la rivelazione: fa parte della categoria peggiore di esseri umani, i furbi bastardi.
Uno dei suoi compiti è quello di verificare le richieste ferie: deve controllare che il reparto sia coperto e che le ferie non cadano in una settimana che ha una festività.
Me le passa tutte, tutte con il suo ok, io ricontrollo e trovo una richiesta per il 24 aprile, troppo attaccato al 25 aprile. Ci sta benissimo che lui non si sia accorto di questo, sia ben chiaro.
Decidiamo di parlarne con il gran capo: se lui avesse dato il suo benestare saremmo stati a posto.
Ci parla lui. E gli dice: "si, perchè IO mi sono accorto che è il giorno prima del 25" "si, appunto, per fortuna che IO me ne sono accorto" "come possiamo agire? Perchè essendomene accorto IO vorrei sapere come agire" "sono contento di essermene accorto". In meno di mezzo minuto ha sottolineato 4 volte che LUI si era accorto di quel particolare.
E' stato un flash, un'intuizione, una sensazione molto forte: questo qui è uno che appena può ti pugnala alle spalle per prendersi i meriti degli altri.
E non sto mica dicendo che doveva dire: "si, LEI si è accorta che.... ", ma bastava dire "ci siamo accorti che..." E invece ancora un pochino e si metteva a 4 zampe a far le feste al capo.
L'ho preso da parte e gli ho detto chiaro e tondo che questo suo comportamento non mi piace, che io penso sempre il peggio delle persone e che lui oggi mi ha dimostrato il suo "peggio", che da adesso in poi io gli starò col fiato sul collo come mai nessuno prima. La sua risposta? "scusa, non me ne son reso conto" ripetuta ad libitum. Lo avesse ripetuto una volta sola che "lui si era accorto che..." forse (ma neanche più di tanto) il non me ne rendo conto avrebbe potuto avere una minima parvenza di realismo, ma l'ha ripetuto 4 volte..... caro mio, non hai assolutamente idea di con chi hai a che fare!

sabato 6 marzo 2010

Parenti serpenti?

In realtà non penso poi così male dei miei parenti, anzi! Devo dire che sono stata fortunata, soprattutto sentendo resoconti da parte di amici vari.
Però.... ogni tanto qualche inciampo c'è.
Ieri mio papà aveva la visita dall'oncologo, in seguito a qualcosa di non chiaro visto nella tac.
L'oncologo non solo ci ha rassicurati, ma ci ha anche fatto tirare un piccolo respiro di sollievo. Mio papà ha "solo" un piccolo nodulo che però non ha intaccato nessun organo: reni, fegato, pancreas e polmoni sono pulitissimi (iuppidù!!!!), c'è questo nodulo che è attaccato al muscolo del retto, che quasi sicuramente andrà tolto, ma basterà una piccola incisione, non verrà toccato l'intestino e poi forse (forse!!!) farà qualche ciclo di chemio leggera.
Ovviamente sarebbe stato preferibile non avere niente, ma visto che ci eravamo già preparati psicologicamente al fatto che avesse delle metastasi al fegato direi che queste sono ottime notizie!
Ma veniamo all'oggetto del post.
Al pomeriggio io sono andata al lavoro e ho fatto la brava. Traduzione: non ho girovagato in internet, digitando su google termini in medichese che avevo letto sul referto della tac.
Questo perchè internet, almeno in campo medico, è terribilmente ansiogeno e incredibilmente pessimista! Se si digita mal di testa, trovi sicuramente più di una pagina che ti dice che è un tumore al cervello con tot (molto scarse) percentuali di sopravvivenza. Olè, che botta di speranza!
Quindi, come dicevo, saggiamente ho evitato.
Mia mamma invece ha fatto la cattiva. Ha telefonato a suo fratello medico (reumatologo per inciso) e gli ha letto il referto.
Mio zio, lapidario (= da mettere sulla sua lapide), ha detto papale papale a mia mamma:"non dire niente a Paolo (mio papà), ma se le cose stanno così gli rimane gran poco". Non oso immaginare quanto mia mamma sia andata vicina ad un infarto. Ma siccome è donna tosta, invece di chiamare il 118 è andata a faxare il referto a mio zio. Il quale se l'è letto con calma e dopo un'oretta ha richiamato mia mamma per dirle: "ah no, avevo capito male, se è così allora è davvero una cosa semplice e molto superficiale".
Quando mia mamma mi ha raccontato il tutto, la tentazione di prendere un bazooka e di andare ad abbatterlo per il bene dell'umanità è stata molto forte.
Intanto non sei un oncologo, ma un reumatologo: quindi non hai le competenze di un oncologo.
E poi perchè, anche se fosse stato vero, un minimo di sensibilità sarebbe sempre gradita. Io resto dell'idea che non bisogna mai togliere la speranza, MAI! Perchè se togli la speranza, uccidi una persona prima che questa sia morta.
Credo che mia mamma abbia imparato la lezione: prima di risentire mio zio su pareri medici ne passerà di acqua sotto i ponti.
Io intanto oggi festeggio alla grande: aperitivo prima di pranzo, aperitivo serale e poi cena con amici. Già so che domani il mio fegato alzerà bandiera bianca :-D

giovedì 4 marzo 2010

Non riesco a capire perchè

mi perdo con i giorni.
Giuro, ho dovuto guardare l'orologio del computer per ricordarmi a che giorno della settimana fossimo arrivati.
Forse ho bisogno di una revisioncina...
Meglio che rimetta in sesto il mio neurone e cominci a prepararmi per andare in ufficio!

mercoledì 3 marzo 2010

La mamma è sempre la mamma

Sono oggettivamente fortunata.
Sono figlia unica di due genitori in pensione. Il che significa che mi danno una mano e molto spesso si sobbarcano incombenze che in realtà spetterebbero a me. No, non sto parlando di farmi lavatrici o stirarmi camicie o quant'altro.
Sto parlando di farsi trovare a casa mia se arriva l'idraulico o quando arriva il tipo che mi deve montare le tanto sospirate tende.
Si, perchè dopo un anno che vivo in questa casa, finalmente ho le tende!!!
Abitando ad un piano rialzato, ed essendo circondata dai curiosissimi vecchiotti di paese (di una signora non si sa nemmeno il cognome. E' da tutti conosciuta come Maria Digos... parliamone!) si può comprendere come l'arrivo delle tende sia stato da me salutato con una ola! (devo ancora capire come si faccia la ola da sola, ma mi sto impegnando). L'Enel ringrazierà un po' meno perchè finalmente posso tenere le tapparelle belle alzate per la maggior parte della giornata e accendere di meno la luce.
Ma torniamo all'argomento del post. La mamma.
Si, perchè ogni volta che mia mamma mette piede in casa mia io arrivo sull'orlo di un attacco di panico. Perchè siccome la mamma è sempre la mamma (e, per sillogismo aristotelico, io son sempre la figlia), non troverà mai casa mia in ordine/perfetta/linda/ben organizzata come casa sua.
Soprattutto l'ultimo punto è importante: l'organizzazione della casa.
Scena: interno sera, ora di cena. Momento di preparare la cena. Apro il pensile che contiene le pentole. Pentole sparite. Al loro posto trovo la pasta.
Un attimino basita, apro il cassetto dove c'erano le posate. Volatilizzate: al loro posto ci sono gli strofinacci.
Decido di ottimizzare i tempi e per evitare la caccia al tesoro, chiamo la mamma per chiederle di darmi qualche indizio in più (e soprattutto le sue motivazioni filosofiche) sugli spostamenti effettuati. Così facendo scopro che non solo ha fatto incetta e disastri nei miei pensili in cucina, ma è andata pure a ravanare in camera e ascolto un po' turbata la sua voce che mi dice che:
- si è portata via due paia di miei jeans per lavarli (n.b. uno stirato l'altro ieri e non ancora indossato)
- si è portata via il libro che stavo leggendo ("come facevo a sapere che stavi leggendo quello? ne hai così tanti!" Eh... poteva forse fornirti qualche indizio il fatto che fosse l'unico libro sul mio comodino, mentre gli altri erano impilati sopra la mensola....)
- e infine, udite udite, si è portata via 3 miei pigiami. Ebbene si, ho 3 pigiami qui a disposizione. Diciamo per darsi il cambio tra di loro. Non erano gettati ovunque per la casa, due erano ordinatamente piegati nell'armadio, il terzo era sul letto. Niente, via, portati a casa tutti e tre "perchè così comunque te li lavo io".
Stasera mi sa che alzo il riscaldamento e dormo ignuda... non vedo molte alternative.

martedì 2 marzo 2010

Si inizia!!!!

In realtà non ho assolutamente nulla di particolare da raccontare in questo preciso momento.
Ma sono a casa, ho da poco finito di cenare, sto sorseggiando un ottimo vino, e sostanzialmente morivo dalla voglia di inaugurare questo blog.

In realtà una cosa che attanaglia la mia mente c'è, ed è relativa alla famosa (famigerata?) raccolta porta a porta. Sia ben chiaro: sono assolutamente favorevole alla raccolta differenziata e a tutto quanto possa aiutarci a vivere in armonia con la natura. Certo è che la raccolta porta a porta, diciamocela proprio tutta, è una gran rottura di palle!
Sabato scorso, ad esempio, avevo voglia di pesce. Già mi pregustavo una cenetta pantagruelica (ebbene si, adoro mangiare), ma prima di entrare in pescheria mi son bloccata. Perchè cucinare del pesce significa pulirlo. E pulirlo significa buttare via le parti non commestibili. E la raccolta dell'umido avviene il mercoledì mattina e il sabato mattina.
E il pesce è come l'ospite: dopo 3 giorni (ma anche meno....) puzza. Ed è vero che ho un balcone, ma non potevo pensare di uscire sul balcone armata di mascherina anti-suina (o anti-pesce che dir si voglia).
Ho dovuto rimandare.
Praticamente quando vado a far la spesa non mi porto dietro la lista di quel che mi serve, ma il calendario della raccolta differenziata. Sbirciando altri single come me ho visto che non sono poi l'unica...
D'estate poi non ne parliamo. Perchè causa paese che si riempie di turisti, la raccolta invece di passare alle 7 di mattina, prima delle 10 non passa mai. Peccato che a quell'ora io sia già in ufficio e torni a casa verso le sette di sera (quando va bene). Allora raccolgo il mio bel bidoncino (che devo tenermi in casa...) e due volte su tre trovo qualche simpaticone che ci lascia dentro la sua immondizia. Ovviamente non differenziata. E quindi non raccattata dall'operatore ecologico. Ovviamente di cassonetti non se ne parla, scomparsi tutti! Le alternative sono due: a) apro il sacchetto che contiene i regalini di qualcun altro e mi metto a differenziare io la sua spazzatura; b) carico il tutto in macchina, mi faccio 30 km e raggiungo il cassonetto più vicino.
Piacevolissimo no?
In tutto questo ovviamente il mio balcone è diventato una sottospecie di discarica: e il bidoncino con l'umido, e il sacchetto (rigorosamente giallo!) per il secco, e il sacchetto (rigorosamente bianco! giuro, se si sbaglia colore non ti portano via la spazzatura) per la plastica, e quello per il vetro, e quello (di carta of course) per la carta. Per fortuna non ho il pollice verde, altrimenti ci sarebbe anche quello del verde!
Praticamente Napoli in piena emergenza rifiuti mi faceva un baffo!