Sono oggettivamente fortunata.
Sono figlia unica di due genitori in pensione. Il che significa che mi danno una mano e molto spesso si sobbarcano incombenze che in realtà spetterebbero a me. No, non sto parlando di farmi lavatrici o stirarmi camicie o quant'altro.
Sto parlando di farsi trovare a casa mia se arriva l'idraulico o quando arriva il tipo che mi deve montare le tanto sospirate tende.
Si, perchè dopo un anno che vivo in questa casa, finalmente ho le tende!!!
Abitando ad un piano rialzato, ed essendo circondata dai curiosissimi vecchiotti di paese (di una signora non si sa nemmeno il cognome. E' da tutti conosciuta come Maria Digos... parliamone!) si può comprendere come l'arrivo delle tende sia stato da me salutato con una ola! (devo ancora capire come si faccia la ola da sola, ma mi sto impegnando). L'Enel ringrazierà un po' meno perchè finalmente posso tenere le tapparelle belle alzate per la maggior parte della giornata e accendere di meno la luce.
Ma torniamo all'argomento del post. La mamma.
Si, perchè ogni volta che mia mamma mette piede in casa mia io arrivo sull'orlo di un attacco di panico. Perchè siccome la mamma è sempre la mamma (e, per sillogismo aristotelico, io son sempre la figlia), non troverà mai casa mia in ordine/perfetta/linda/ben organizzata come casa sua.
Soprattutto l'ultimo punto è importante: l'organizzazione della casa.
Scena: interno sera, ora di cena. Momento di preparare la cena. Apro il pensile che contiene le pentole. Pentole sparite. Al loro posto trovo la pasta.
Un attimino basita, apro il cassetto dove c'erano le posate. Volatilizzate: al loro posto ci sono gli strofinacci.
Decido di ottimizzare i tempi e per evitare la caccia al tesoro, chiamo la mamma per chiederle di darmi qualche indizio in più (e soprattutto le sue motivazioni filosofiche) sugli spostamenti effettuati. Così facendo scopro che non solo ha fatto incetta e disastri nei miei pensili in cucina, ma è andata pure a ravanare in camera e ascolto un po' turbata la sua voce che mi dice che:
- si è portata via due paia di miei jeans per lavarli (n.b. uno stirato l'altro ieri e non ancora indossato)
- si è portata via il libro che stavo leggendo ("come facevo a sapere che stavi leggendo quello? ne hai così tanti!" Eh... poteva forse fornirti qualche indizio il fatto che fosse l'unico libro sul mio comodino, mentre gli altri erano impilati sopra la mensola....)
- e infine, udite udite, si è portata via 3 miei pigiami. Ebbene si, ho 3 pigiami qui a disposizione. Diciamo per darsi il cambio tra di loro. Non erano gettati ovunque per la casa, due erano ordinatamente piegati nell'armadio, il terzo era sul letto. Niente, via, portati a casa tutti e tre "perchè così comunque te li lavo io".
Stasera mi sa che alzo il riscaldamento e dormo ignuda... non vedo molte alternative.
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