In realtà non ho assolutamente nulla di particolare da raccontare in questo preciso momento.
Ma sono a casa, ho da poco finito di cenare, sto sorseggiando un ottimo vino, e sostanzialmente morivo dalla voglia di inaugurare questo blog.
In realtà una cosa che attanaglia la mia mente c'è, ed è relativa alla famosa (famigerata?) raccolta porta a porta. Sia ben chiaro: sono assolutamente favorevole alla raccolta differenziata e a tutto quanto possa aiutarci a vivere in armonia con la natura. Certo è che la raccolta porta a porta, diciamocela proprio tutta, è una gran rottura di palle!
Sabato scorso, ad esempio, avevo voglia di pesce. Già mi pregustavo una cenetta pantagruelica (ebbene si, adoro mangiare), ma prima di entrare in pescheria mi son bloccata. Perchè cucinare del pesce significa pulirlo. E pulirlo significa buttare via le parti non commestibili. E la raccolta dell'umido avviene il mercoledì mattina e il sabato mattina.
E il pesce è come l'ospite: dopo 3 giorni (ma anche meno....) puzza. Ed è vero che ho un balcone, ma non potevo pensare di uscire sul balcone armata di mascherina anti-suina (o anti-pesce che dir si voglia).
Ho dovuto rimandare.
Praticamente quando vado a far la spesa non mi porto dietro la lista di quel che mi serve, ma il calendario della raccolta differenziata. Sbirciando altri single come me ho visto che non sono poi l'unica...
D'estate poi non ne parliamo. Perchè causa paese che si riempie di turisti, la raccolta invece di passare alle 7 di mattina, prima delle 10 non passa mai. Peccato che a quell'ora io sia già in ufficio e torni a casa verso le sette di sera (quando va bene). Allora raccolgo il mio bel bidoncino (che devo tenermi in casa...) e due volte su tre trovo qualche simpaticone che ci lascia dentro la sua immondizia. Ovviamente non differenziata. E quindi non raccattata dall'operatore ecologico. Ovviamente di cassonetti non se ne parla, scomparsi tutti! Le alternative sono due: a) apro il sacchetto che contiene i regalini di qualcun altro e mi metto a differenziare io la sua spazzatura; b) carico il tutto in macchina, mi faccio 30 km e raggiungo il cassonetto più vicino.
Piacevolissimo no?
In tutto questo ovviamente il mio balcone è diventato una sottospecie di discarica: e il bidoncino con l'umido, e il sacchetto (rigorosamente giallo!) per il secco, e il sacchetto (rigorosamente bianco! giuro, se si sbaglia colore non ti portano via la spazzatura) per la plastica, e quello per il vetro, e quello (di carta of course) per la carta. Per fortuna non ho il pollice verde, altrimenti ci sarebbe anche quello del verde!
Praticamente Napoli in piena emergenza rifiuti mi faceva un baffo!
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